Quanto sia folle, assurda, inutile e stupida la guerra lo racconta con molta efficacia il poeta Teofilo Folengo (1491-1544) nella Moscheide (1521), un poemetto eroicomico in latino maccheronico, una lingua artificiosa, umoristica, frutto di un impasto di parole italiane, dialettali e latine. La storia si fa beffe dell’epica classica, della grandezza degli eroi, delle dimostrazioni di coraggio e delle prove di temerarietà mettendo in scena una guerra piccola piccola: la più minuscola che si possa immaginare, quella tra le mosche e le formiche. A cinque secoli di distanza, in un’epoca in cui i conflitti sono tutt’altro che passati di moda, anche quest’opera di Folengo ha le sue ragioni per tornare d’attualità. Il merito è di una piccola casa editrice, Rrose Sélavy (il nome viene dall’alter ego femminile usato dall’artista Marcel Duchamp) che si è affidata a due autori, il fumettista Marco Taddei che ha, si legge in copertina, «remixato» il testo cinquecentesco e l’illustratore Federico Maggioni, che l’ha reinventato con fantasia e li-bertà creativa. Il risultato è Moscheide di Teofilo Folengo, volume in grande forma to (largo 23,5 centimetri e alto 33), stampato su carta speciale (X-Per di Fedrigoni), adatto a lettori anche ragazzi (dai 13 anni), in arrivo sugli scaffali il 14 ottobre.
Nella riscrittura moderna il poema diventa un testo in prosa che inizia con un prologo. In un’osteria che accoglie «ogni sorta di ciurmadori e spezzacollo» arriva un poeta in cerca d’ispirazione che prova a dimenticare i suoi guai con «un beverino d’un vermiglio che faceva paura alla notte», salvo accorgersi, prima di bere, che nel boccale nuota qualcosa. Lo pesca con un dito: è una mosca che, grata per essere stata salvata, ricambia la gentilezza raccontando al poeta una storia memorabile, capace forse di fargli ritrovare l’estro compositivo. L’avventura prende forma nelle pagine seguenti. «Al lettore — osserva il saggista Luca Scarlini nel testo introduttivo — non resta altro che osservare le azioni di quelle minime creature» e trovare in quelle gesta «i consueti fatti e misfatti umani, le piccinerie, i capricci e le follie che stanno dietro le ragioni dello scontro». Nella magnifica e potente città di Moschea il re delle mosche Sanguileone, che «con i suoi morsi faceva sanguinare il sedere persino ai leoni», riceve da un soldato una terribile ambasciata: «Svegliatevi, sire! Proprio mentre parliamo, Granestore, il re delle formiche, sta facendo a fette i tuoi». La prima reazione di Sanguileone? Non proprio una dimostrazione di eroismo: «Scoppia a piangere disperato». Ci pensa il cognato Scannacavalla, sovrano dei tafani, a motivarlo alla battaglia per la quale sono già arruolati oltre alle mosche, tafani, zanzare e moltissimi moscerini, «tanti quanti sono gli astri nella eterea volta». Sull’altro fronte sono schierati con le formiche eserciti di pidocchi, pulci, cimici, ragni… Gli dei dell’Olimpo, che tanta parte hanno spesso nelle vicende umane, assistono stavolta da lontano e senza interferire a questa ridicola guerra. Il vivace inizio della battaglia dove i soldati se le danno di santa ragione è riassunto in una doppia pagina ripiegata che, aperta, accoglie un’illustrazione di quasi un metro di lunghezza che è un trionfo di dettagli, colori, figure e movimenti. Come prosegue e come finisce la guerra vale la pena scoprirlo da soli. Il volume è completato da una breve enciclopedia di personaggi e luoghi della Moscheide e da un intervento del semiologo Marcello La Matina che riguardo la sorprendente versione «remix» dell’opera di Folengo dice: «Attraverso la parola e l’immagine, anche una mosca può diventare protagonista di una storia, può ricevere un volto e può entrare nel mondo condiviso della narrazione».
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MoscheideIl prezzo originale era: €27,00.€25,60Il prezzo attuale è: €25,60.

